FONDAZIONE SOSPIRO CENTRO EUROPEO PER AUTISMO E CURE

Un progetto nazionale dal profilo anche europeo per il trattamento delle psicopatologie dell’autismo e nelle disabilità intellettive. Un sogno che coinvolge Sospiro, il territorio cremonese ma che va ben oltre i confini locali, che mira ad assumere contorni nazionali e internazionali, con agganci anche al mondo della ricerca negli States ai più alti livelli. Fondazione Sospiro (attiva dal 1897, costituita dai dipartimenti disabilità e anziani, 800 dipendenti e 700 posti letto, oltre ai servizi diurni e ambulatoriali) ha ormai definito il progetto in tutti i suoi dettagli tecnici e scientifici. Ne manca solo uno, non secondario, ed è rappresentato dalla copertura finanziaria. Ad illustrare i dettagli di questa grande iniziativa sono il presidente del cda Giovanni Scotti, il direttore generale Fabio Bertusi e il dottor Serafino Corti, direttore del dipartimento disabilità e da molti anni studioso di tutti gli aspetti clinici relativi all’autismo.

I COSTI

Il Centro sarà realizzato in due lotti. Il primo prevede 10 camere singole, spazi di vita individuale e collettiva, servizi di supporto, quattro appartamenti per i familiari. Dettagliato — e fondamentale — l’aspetto finanziario. «L’impegno economico per il primo lotto è di circa 4 milioni, di cui 1,6 sostenuti da Fondazione Sospiro (a cui si aggiungono 1,2 milioni quale valore stimato del terreno sui cui sorgerà la struttura). Altri 2,3 milioni di euro sono stati richiesti alla Fondazione Cariplo (attraverso la Fondazione Comunitaria di Cremona). La pratica è già in fase avanzata, crediamo che entro l’inizio del nuovo anno possa arrivare una risposta. Contiamo sul fatto che si tratti di un progetto «emblematico», unico nel suo genere per tutto il territorio nazionale. Qui all’interno della Fondazione si seguono i casi di autismo già da molto tempo e l’Istituto superiore di sanità ha già riconosciuto il valore del nostro servizio. Ora si tratta di compiere un passo in più, deciso per noi e per chi, in futuro, vorrà portare avanti questa specificità». LE FASI «Il progetto prevede quattro diverse fasi: 1) realizzazione di un primo immobile di 1.620 metri quadrati specificatamente progettato sia per l’accoglienza e il trattamento, in sicurezza, di una popolazione con gravi disturbi della condotta sia per l’accoglienza e la formazione dei famigliari e degli operatori dei servizi territoriali invianti. La richiesta di sostegno economico è finalizzata esclusivamente alla realizzazione dell’immobile. 2) Accreditamento del servizio. Non essendo oggi presenti standard di accreditamento per un Centro con queste caratteristiche verrà utilizzato, come veicolo di accreditamento, la normativa vigente della Rsd. In questa fase progettuale verrà realizzata e accreditata una Rsd a 10 posti letto seguendo gli standard previsti d a l l’assessorato Welfare di Regione Lombardia. 3) Implementazione delle attività riabilitative. Subito dopo la costruzione e l’accreditamento verrà implementato il trattamento riabilitativo sperimentale già in essere da inizio 2019 presso Fondazione Sospiro. Il progetto, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità, è finalizzato al decremento della problematicità comportamentale, all’incremento di abilità concettuali e sociali. 4) Reinserimento. Al termine del percorso riabilitativo, che non supererà i 12 mesi, sarà garantita ai famigliari e gli operatori del territorio di provenienza uno specifico percorso formativo e una consulenza semestrale per la riaccoglienza nel suo territorio di appartenenza».

GLI STATES

Fondazione Sospiro, attraverso il progetto sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità denominato «Meglio accogliere per accogliere Meglio», ha dimostrato, seppur nei pochi casi accolti in ragione dell’assenza di una struttura residenziale adeguata al progetto, che simili risultati sono ottenibili anche sul territorio italiano. La creazione del primo Centro nazionale per il trattamento delle psicopatologie nell’autismo e nelle disabilità intellettive ha richiesto lo studio di modelli di intervento clinico, di governo organizzativo e di sostenibilità economica non ancora presenti in Italia. La progettualità proposta quindi si è basata su due concrete esperienze che Fondazione Sospiro ha avuto negli ultimi anni. «La partnership scientifica internazionale con il Kennedy Krieger Institute della J. Hopkins University è maturata negli ultimi 4 anni in cui si sono stretti forti rapporti con il Kennedy Krieger Institute riconosciuto come il primo centro al mondo per il trattamento delle psicopatologie d e l l’autismo. Da anni questa collaborazione, che ha visto anche incontri tra operatori della clinica e amministratori, sia in terra italiana che a Baltimora, si è concretizzata in un forte legame scientifico che ci permette di progettare in modo concreto le attività necessarie per la buona riuscita del progetto. Inoltre questa partnership prevede non solo percorsi di formazione in sinergia ma anche una supervisione costante e una partecipazione diretta e congiunta nei protocolli clinici e di ricerca sperimentale».

UNICA SEDE

«Il progetto sperimentale Meglio accogliere per accogliere è stato voluto e sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e ha previsto il coinvolgimento di 4 regioni (Lombardia, Sicilia, Sardegna ed Emilia-Romagna come regione capofila). Il progetto prevedeva anche di verificare se il trattamento intensivo ed integrato (interventi farmacologici congiunti con interventi psicoeducativi a matrice comportamentale) potessero ridurre i comportamenti problema delle persone con autismo, migliorarne la qualità dell’esistenza e permettere, dopo 6 mesi di trattamento, il rientro presso la propria abitazione o altre residenze con minor livello di protezione. L’unica residenza ritenuta in grado di sperimentare questo progetto è stata Fondazione Sospiro. Da gennaio 2019 una Rsd di Fondazione ha sperimentato questo tipo di trattamento con un numero limitato di pazienti con autismo. Nonostante l’inadeguatezza degli spazi a disposizione che ha fortemente ridimensionato gli esiti attesi si è potuto comunque verificare la bontà del progetto. Non solo si sono raggiunti gli obiettivi attesi ma si sono anche confermati i dati del Kennedy Institute».

I TEMPI

Infine, la tempistica. «Se tutto fila liscio, nel 2021 il progetto sarà cantierabile e nel giro di un anno il Centro sarà operativo. È un sogno e anche una speranza». 

 

Tratto da La Provincia del 04 novembre 2020

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