30 Maggio
Articolo tratto da La Provincia di lunedì 30 maggio a firma di Riccardo Maruti
Fondazione Sospiro e PosaInOperaBallet insieme sul palco per vincere le differenze espressive. Laboratorio durato un anno
CREMONA —Ballare, cantare e recitare la diversità per dare opportunità di espressione alle potenzialità creative di tutte le persone, nel pieno rispetto delle differenze: con Emoticons—ieri sera sotto i riflettori di un Ponchielli gremito — Fondazione Sospiro e la compagnia PosainOperaBallet hanno portato in scena l’inclusione, la riabilitazione e, soprattutto, la comunicazione senza confini.
Quadri scenici collegati tra loro per giustapposizione vengono scanditi dalla proiezione dalle ormai familiari faccine stilizzate (gli emoticon, appunto) che tutti noi utilizziamo per comunicare i nostri sentimenti sui social media. Prima la ‘tristezza’, fra luci blu e costumi di scena neri, quindi la ‘sorpresa’, con la musica che si fa giocosa e l’azione che diviene spiritosamente movimentata. Ma poi arriva la ‘paura’, in un sabba danzante di streghe-sirene che suscitano incubi e cattivi pensieri. Fino allo scoppio della tempesta. Che, si sa, precede il ritorno del sereno: ecco, allora, che sullo sfondo appare lo ‘smile ’, sulle note di L’emozione non ha voce. Sono solo applausi — scroscianti ed entusiasti — per gli ospiti di Fondazione Sospiro Michael, Sebastiano, Emanuela, Sara, Giacomo, Rocco,Luca e Gianfranca e per i giovani artisti di PosainOperaBallet Martina Mancini, Giuditta Gerevini, Marta Cataldi, Camilla Sartori, Francesca Sartori e Federico Fattinger.
Emoticons è l’esito del progetto laboratoriale Tra palco e realtà che, per un intero anno, si è sviluppato in un percorso di confronto e di scoperta (sotto la guida della direttrice della scuola TeatroDanza Paola Posa e dei referenti dei laboratori teatrali della onlus sospirese Ezio Grassi ed Elisa Mantovani, con il supporto di alcuni volontari del servizio civile) che si è tradotto in uno spettacolo integrato in grado di fondere molteplici arti performative.
Un «viaggio attraverso il complesso mondo delle emozioni» che trae ispirazione dal linguaggio della contemporaneità ‘smart ’: gli emoticon, in fondo, altro non sono che la raffigurazione più immediata delle molteplici vie a disposizione per esprimere gioia e dolore, amore e rabbia, meraviglia e sgomento. Per dire che il nostro universo sentimentale non ha realmente traslocato in un mondo di icone da display, ma è capace di sgretolare ogni barriera espressiva per arrivare dritto al cuore di ognuno con semplicità. E non solo. Il presidente di Fondazione Sospiro Francesco Boccali ha sottolineato come lo spettacolo costituisce anzitutto una «esplorazione degli angoli più intimi dell’anima» che porta con sé l’invito a «spogliarsi degli stereotipi per entrare in contatto con una ricchezza umana sconosciuta». O, per dirla con l’assessore comunale Rosita Viola, «un modo .per promuovere anche nella cittadinanza una cultura dell’accoglienza verso la diversità».
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